Dove siamo

teoraPercorrendo la strada statale 7, da Avellino a Potenza, che in alcuni tratti ricalca il tracciato dell’antica via Appia, si attraversa gran parte del territorio irpino.
Il percorso non proprio agevole della strada che serpeggia sui dorsali delle colline è ampiamente ricompensato dalla splendida vista panoramica che si apre sui monti irpini e sugli altopiani tra il fiume Ofanto e Calore.

La peculiarità di questo paesaggio, immerso nel verde dei boschi rigogliosi, solcato da strade strette e tortuose, è data da un insieme di nuclei urbani, sparsi tutt’intorno, per lo più arroccati sulle pendici o sulle sommità dei colli.

Essi, nati come insediamenti di difesadegli itinerari strategici, polarizzati intorno al castello o alla chiesa, anche se più volte scossi da violenti terremoti, conservano ancora l’antica impronta medievale.

Al km. 376 di questa strada, dopo aver superato Lioni, si raggiunge Teora. A due chilometri dal centro urbano la strada incrocia la statale 165 che conduce al vicino Santuario di Materdomini.

Già da questo bivio è ben visibile l’abitato che si adagia lungo il dorso di una collina ai piedi del monte ”Cresta del Gallo”, alle propaggini della catena appenninica. Distrutto più volte da violenti terremoti il paese è stato sempre ricostruito sull’originaria posizione geografica, inglobando senza grosse fratture una rilevante espansione edilizia, a partire dal II dopoguerra.

Il nucleo antico di impianto medievale presentava, prima del sisma dell’80, una struttura omogenea e ben conservata che non aveva subito alterazioni, nonostante i necessari interventi di ristrutturazione succedutisi nel tempo. Da un primitivo insediamento presannitico, da localizzare a valle, il paese, si andò aggregando intorno ai due poli, civile e religioso, Castello e Chiesa, con nuclei abitativi a base familiare (pagi) che, conformandosi alle curve naturali del terreno, adottarono la tipologia architettonica del lotto gotico.